La sfiga non esiste?

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Napoli è la mia pelle, il mio sangue, l’abito che indosso da sempre, e nonostante il mio girare da un capo all’altro dell’Italia non smetto mai di sentirmi parte di questa città

L’argomento di oggi… mani in alto e ben in vista.. non facciamoci riconoscere… sarà : “LO IETTATORE”.

Non fate scongiuri o almeno fateli di nascosto..che io non vi veda!

Avete presente quella persona…. (si che lo avete presente :-))..)… un po’ pallida, emaciata, magra, che solitamente veste di nero… molto nero, e che indossa un paio di occhiali scuri (non certo per ripararsi dal sole) e che ha un sottile, insolito e sinistro fascino?

Beh.. si, è proprio lui! Certamente ora l’immagine che vi si è parata dinanzi agli occhi della vostra memoria è quella di Totò, straordinario interprete dell’episodio “La patente” del film Questa è la vita, e tratto dalla novella omonima di Luigi Pirandello.
Rosario Chiarchiaro, questo è il nome del personaggio pirandelliano; un povero cristo che a causa della sua fama di menagramo chiede ed ottiene dal giudice una “patente” di iettatore!

Questa patente una volta per tutte ufficializzerà un ruolo che la gente già da tempo gli ha malignamente riservato.

<<Mi pagheranno per farmi andare via! Mi metterò a ronzare attorno a tutte le fabbriche; mi pianterò innanzi a tutte le botteghe; e tutti, tutti mi pagheranno la tassa, lei dice dell’ignoranza? Io dico la tassa della salute! Perché, signor giudice, ho accumulato tanta bile e tanto odio, io, contro tutta questa schifosa umanità, che veramente credo d’avere ormai in questi occhi la potenza di far crollare dalle fondamenta una intera città>>.

E così il povero Rosario diventa per tutti LO IETTATORE!

Ma ora facciamo un po’ il punto della situazione e vediamo questo fantomatico essere che poteri ha, come ci si può difendere e quanto influisce sulla credulità altrui!

Innanzitutto diciamo che la parola Iettatore deriva da gettare, generalmente Lui getta lo sguardo..uno sguardo invidioso, cattivo,che augura il male alla persona cui è diretto.
Infatti lancia il cosiddetto “malocchio”.

Le difese da approntare a simile oltraggio sono varie: le classiche “corna”, ossia indice e anulare puntati verso la sua direzione; l’uso e a volte l’abuso di qualche portafortuna o amuleto come il classico “cornino”, che altro non è che un cornetto una volta di corallo rosso, magari spuntato che rigorosamente deve essere regalato da una persona amica o rubato, pena la sua inefficacia! Ora il cornetto è di solito in plastica, forse anche prodotto in Cina, chissà!

Oppure si può usare il gobbo detto napoletanamente parlando”o’ scartellato”.
Un cenno al ferro di cavallo, alle forbici da tenere appese in casa in modo che restino aperte, quadrifogli..ma chi li trova..solo Liofante in una sua opi, il sale, e una bella spazzata con la scopa appena lo iettatore è andato via!
Infine cosa che fanno soprattutto i maschietti …. la classica toccatina, in genere furtiva, nascosta…dentro la tasca dei pantaloni!!!

Questo cari signori è l’arsenale da difesa! Questi oggetti, alcuni di facile reperimento possono essere utilizzati anche accompagnati da frasi di scongiuro… eccone alcune:

Aglio e fravaglie, fattura can un quaglia, corne e bicorne cap’alice e capa d’aglio!
Occhio e malocchio..prezzemolo e finocchio!
Se ci si sente fischiare un orecchio significa che qualcuno ci sta nominando e quindi per precauzione conviene dire: “Ci dìsce male de mè, la lèngue s’av’a mezzecuà” (Chi dice male di me, così s’abbia mordere la lingua)…questa è in dialetto barese !
A Roma invece pare si dica: « Malocchio nun ce possi, e ttaràntola t’entri in cu…»,seguito dal gesto delle corna!

Insomma ognuno si difende come può! Si arrangia insomma..!

Per finire…giusto per completare il bel quadretto…vi consiglierei di non versare l’olio, di non mettere il cappello sul letto, di non passare sotto una scala, di far attenzione ai gatti neri, di non aprire l’ombrello in casa…stateve accuort’..ovvero fate attenzione….molta attenzione …perchè la mala sciorta…la cattiva sorte…può essere dietro l’angolo!

E ora dulcis in fundo  vi lascio una canzone.

La canzone dello iettatore di Eugenio Bennato

Mamma mia che giornata
stammatina fuori il vico
ho intravisto a quell’amico
che mi guardava
e m’è andato tutto storto
da mattino fino a sera
tutta colpa di quegli occhi
che giornata nera
E nunn’è overo e nunn’è overo
e nunn’è overo ma ce credo
Ah io t’aggio visto ca tu m’e’ guardato
Auciello ca me puorte o malaugurio
Cu st’uocche sicche pure la natura
Pozza schiattare tu e chi t’ha criato
Tu m’e’ guardato tu me’ guardato
Io t’aggio visto ca tu m’e’ guardato
E chi nun tene appriesso quacche cuorno
Manco a tiatro cchiù po’ sta’ sicuro
Ognuno ‘e vuie ca se guardasse attuorno
‘a quale parte vene a jettatura
uocchie jettate
faccia ‘ngialluta
mala ciatata
sciorta futtuta
vocca ‘ntufata
mala parata
ce si’ venuto uocchie jettate
si m’e’ guardato tu m’e’ futtuto
tu m’e’ guardato tu m’e’ guardato
io t’aggio visto ca tu m’e’ guardato

La sfiga non esiste?ultima modifica: 2008-04-29T00:45:00+02:00da guendalina.m
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8 pensieri su “La sfiga non esiste?

  1. Sono 1 Napoletano che non gioca al lotto, che non crede nella fortuna come manna che viene dal cielo ( non sono quindi ebreo), ma sono 1 “fesso” che crede che la fortuna dipenda da me, da ciò che faccio e dai risultati che ho, Ora et Labora (Prega e Lavora), monito di San Benedetto da Norcia (Nato il 480 d.c. (dopo Cristo) )…oggi 2008 il Papa si chiama Benedetto XVI …JA :-)))))))

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